
Oggi, 19 ottobre 1445, il senato veneziano stabilisce una salatissima multa e due anni di prigione chiusi nei "pozzi" per chi falsifica le pietre preziose.
Eh, qui c'è materiale per scriverci una saga.
Anni fa sono rimasto affascinato dalla lettura di un romanzo ambientato in una Venezia un po' distopica (ormai sapete tutti che vuol dire: l'opposto di utopica) legato ai segreti dei maestri vetrai muranesi... spie, omicidi, ecc.
Alchimia e formule segretissime in una Murano controllata da una sorta di grande fratello orwelliano (ora forse me lo sto un po' inventando).
Ho avuto la fortuna di studiare mineralogia a Padova, esame durissimo da superare, che un po' mi ha introdotto nelle tecniche di studio dei minerali prima e delle pietre preziose in seguito. Studio strutturale del sistema e chimico-fisico, microscopia ecc., vengo al dunque ....
Ma voi vi immaginate un campagnolo arricchito, o un figlio di papà, chiamiamolo così, che arriva nella Venezia del '400, l'ombelico del mondo, pronto a investire il suo gruzzolo in diamanti? Povero... (Oddio, pare che anche al giorno d'oggi, qualche vip...)
Rubini, diamanti, smeraldi, tutto veniva imitato alla perfezione dai vetrai muranesi, da qui questa legge durissima contro le falsificazioni.
In tutta Venezia si lavorava il vetro da tempi lontani, ma fu sul finire del 1200 che il Senato decise di riunire le fornaci sparse per la città sull'Isola di Murano, forse per il timore di incendi; a Venezia erano una vera calamità, più della peste e del Turco messi assieme.
In pratica, forse senza averne l'intenzione, crearono il primo distretto industriale ''moderno'' delle storia.
Conoscenze, segreti mai confessati, scoperte incredibili, tutto su quell'isola gomito a gomito.
Nel Medioevo e poi col rinascimento le conoscenze furono così alte che si intervenne per chiudere l'isola custodendone il più possibile i suoi segreti; ovviamente si parlava di soldi, schei, tanti schei che entravano anche nelle casse dello stato.
I maestri e i vetrai non potevano lasciare la capitale senza uno specifico lasciapassare ma godevano di benefici importanti, ad esempio alle figlie era concesso maritare nobili e potevano pure girare armati.
Famosissimo ai sui tempi Angelo Barovier, che a metà del '400 trovò la formula per produrre un vetro assolutamente trasparente, chiamato ''cristallo veneziano''. Vado a memoria: prima gli oggetti che oggi ci sembrano in cristallo, erano ottenuti dalla lavorazione di minerali trasparenti, tipo il quarzo).
Cercando notizie sulla sua collaborazione per il progetto "Sforzinda": una città ideale nella testa degli Sforza granduchi di Milano, ho scoperto che la sua eredità produttiva è ancora presente sul mercato. Lo so… se siete curiosi come me, vi ho incuriositi con questa Sforzinda. Vi metto il link a Wikipedia QUI.
Sulle perle veneziane (l'arte è divenuta patrimonio Unesco) e sui gioielli ci sarebbe moltissimo da scrivere, pare che recentemente ne siano state trovate di molto antiche (pre-Colombo quindi pre-scoperta delle Americhe) in siti abitati da esquimesi in Alaska.
E, visto che l'ho nominato, le perle di Murano erano molto usate per gli scambi commerciali con le popolazioni native durante le esplorazioni; ho letto che Colombo le offrì al termine del suo lungo viaggio, finalmente sbarcato a San Salvador.
Ciao!
