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Oggi, 7 ottobre 1571, eh!... È un giorno destinato a rimanere nella storia, non solo per la Serenissima, ma per tutto il mondo cattolico.
Non so se sia per colpa di questa specie di politicamente corretto che si intrufola un po' ovunque, anche nel buon senso a quanto pare, ma di questa battaglia in mare parlano in pochissimi, mi immagino a scuola che diranno.
Non è un'offesa, ma è il passato: crudo, a volte guerrafondaio, che non va osannato ma nemmeno ignorato, buono o cattivo ci serve, per ciò che saremo, per ciò che dovremo essere. O no?
Parliamo della Battaglia di Lepanto, Magne Navalis Victorie, su cui sono stati scritti testi, enciclopedie (forse esagero), migliaia di pubblicazioni. Probabilmente la battaglia navale più grande e sanguinosa della marineria a remi.
La vinse la coalizione cattolica contro i turchi, grazie al generoso contributo di Venezia capitale, che, ricordo, era un impero o, se volete, uno degli stati più potenti.
(Mi levo un sassolino... Quando gli "esperti" parlano degli stati italiani del ‘4-'5-’600 sottomessi agli spagnoli o ai francesi di turno, non ne capisco il motivo, ma spesso, tolto Alessandro Barbero - vero storico - gli "esperti" non considerano mai la Serenissima come stato forte e indipendente per almeno 10 secoli. La Terraferma (territori veneti) partendo dalla laguna arrivava fino alle porte di Milano: la giara d'Adda, ne parla persino il Manzoni: “ E quella riva lì, è bergamasca? ” “ Terra di san Marco. ” “ Viva san Marco! ” esclamò Renzo... Scusate! Ma non era in Italia?)
Continuiamo...
Pensate che i due terzi dei soldati morti, su 8 mila del fronte vincente, furono veneti. Trentamila marinai turchi perirono.
Sebastiano Venier il comandante della flotta veneziana divenne un semidio. (Anche se a Venezia bisognava andarci molto cauti con i personalismi... si rischiava di perdere la testa 😉).
Una curiosità: per la prima volta vennero messe in mare le galeazze; avete presente quei film sui pirati nei Caraibi? Galee enormi che portavano artiglieria pesante, anche sui lati per capirsi, un progetto veneziano nato e sviluppato in gran segreto all'interno delle alte mura dell'Arsenale... ricordo che i campanili vicini, tipo San Francesco della Vigna, avevano il lato murato per impedirne la visuale!
(Un aneddoto: anni fa giravo col mio zainetto a spalle vicino alla Scuola di San Giovanni Evangelista… Scambio due parole con un signore distinto, mi pareva un nobile. Accertatosi che non ero proprio appena sceso dal pero, mi mostrò un sepolcro indicandomi che vi era sepolto l'inventore delle galeazze). Indagheremo... 🤔
Altra curiosità: su una galea spagnola era imbarcato Cervantes che perse l'uso della mano sinistra.
Ricoverato a Messina pare che iniziò il suo Don Chisciotte... poi sappiamo che ne passò molte altre di avventure.
La Repubblica di San Marco non ne guadagnò un granché, o magari la spinta da parte di qualche ricco a costruire ville bellissime lontano dalla capitale, visto che il grande nemico era stato allontanato – ricordate: "mama mia el turco!"? – Ma poi, si sa, i veneziani erano abilissimi uomini d'affari e anche abilissimi diplomatici... e poi, si sa, il Turco alla fine era pur sempre un ottimo... buyer, diremmo oggi.
Costantinopoli -ops!- Istanbul rimaneva piena di veneziani, quasi tutti commercianti.
Sembra che il gran sultano in persona durante le firme dei vari trattati confidò al funzionario veneziano: "avete bruciacchiato la mia barba, ricrescerà". In realtà esiste anche un'altra versione di queste parole... ma facciamo sera.
E adesso, pace. ✌️✌️
In testa una bel particolare di una carta antica, pens esguita da Isaac Tirion, quindi circa tre secoli fa. Osservate quanto l'Impero Turco fosse europeo.
Qui sotto invece, una bellissima anastatica della Battaglia di Zonchio, o Prima Battaglia di Lepanto, avvenuta molto prima nella Guerra Turco Veneziana ‘499-’503. Se non erro, fu il primo scontro navale condotto (e documentato) con armi da fuoco.

